C'è un momento, arrivando a Marina di Cecina, in cui l'aria cambia: il profumo di resina si mescola a quello del sale e la luce filtra verde tra le chiome dei pini. È la pineta dei Tomboli, una fascia di bosco che accompagna la costa per una quindicina di chilometri e separa le spiagge dalla campagna. Da Casa Fiori la Riserva dei Tomboli è a 7,8 km, circa 15 minuti in auto; Marina di Cecina è a 5,6 km e Marina di Bibbona a 7,7 km, circa 12 minuti.
Una pineta nata per proteggere i campi
Questi pini non sono sempre stati qui. La loro storia comincia nel 1839, quando il granduca di Toscana Leopoldo II fece piantare a proprie spese una pineta di pino domestico lungo il litorale: serviva a proteggere le colture dell'entroterra dalla salsedine e dalla forza dei venti marini e, intanto, a produrre pinoli. Dopo l'Unità d'Italia il bosco passò al demanio dello Stato; quando, nel 1906, si tentò di metterlo all'asta, l'amministrazione forestale si oppose con decisione e, con l'appoggio della popolazione, ottenne che fosse dichiarato inalienabile.
Oggi è la Riserva naturale biogenetica Tomboli di Cecina, istituita nel 1977: poco più di 400 ettari, larga da cento a seicento metri, distesa tra i comuni di Rosignano Marittimo, Cecina e Bibbona e gestita dai Carabinieri per la Biodiversità. La foce del fiume Cecina la divide in due: il tombolo settentrionale, verso Vada, e quello meridionale, che corre da Marina di Cecina fino a Marina di Bibbona.
Cosa si incontra tra i pini e le dune
Il protagonista è il pino domestico, con le chiome a ombrello che formano una copertura quasi continua fino alla spiaggia. Verso il mare il bosco lascia spazio alle dune con i ginepri, un habitat tutelato a livello europeo, e a piante rare come il Limonium etruscum, che cresce solo qui e nel Parco della Maremma. Chi cammina in silenzio ha buone probabilità di vedere uccelli: nella riserva ne sono state censite oltre 157 specie, tra cui rapaci come il biancone e il falco di palude. Più difficile incrociare i mammiferi, che pure ci sono: tassi, faine, caprioli e cinghiali.
A piedi e in bicicletta verso Marina di Bibbona
Il percorso più amato è quello del tombolo meridionale. Il Comune di Bibbona segnala nella pineta un ampio sentiero di circa cinque chilometri, adatto a chi va a piedi, in bici o a cavallo, che si addentra nel tombolo meridionale dalla parte di Marina di Bibbona. Si procede in piano e quasi sempre all'ombra, tra sentieri nel sottobosco, tratti ciclabili e brevi pezzi di strada asfaltata poco trafficata: una bicicletta da città o da trekking basta e avanza, e anche i bambini se la cavano senza fatica. Lungo il cammino si aprono di continuo i varchi verso il mare, per una sosta sulla sabbia.
All'estremità sud vale la pena arrivare fino al Forte di Marina di Bibbona, costruito nel 1785 su progetto dell'ingegnere militare Deodato Roy, al tempo del granduca Pietro Leopoldo: ospitava i cavalleggeri che sorvegliavano la costa contro i pirati, il contrabbando e i rischi sanitari. Attorno a quel presidio settecentesco è poi cresciuta la località balneare.
Quando andare
La pineta dà il meglio nelle mezze stagioni, quando il sole è tiepido e i sentieri sono quasi deserti, ma anche in piena estate l'ombra dei pini è una benedizione nelle ore centrali. In autunno e in inverno il bosco diventa il regno di chi corre e di chi passeggia senza fretta, lontano dal movimento degli stabilimenti, con il mare che si intravede tra i tronchi.
Dopo una mattina tra pini e dune, a Casa Fiori vi aspettano il parcheggio gratuito, la piscina di acqua salata con idromassaggio e, per chi vuole sciogliere le gambe, le stuoie per lo yoga e le amache del gazebo storico. Il mare, del resto, resta sempre a pochi minuti.
Dalla pineta alla piscina
Casa Fiori Toscana è a 7,8 km dalla Riserva dei Tomboli: dopo la camminata vi aspettano la piscina di acqua salata con idromassaggio, aperta H24, e il parcheggio gratuito.