Tra le gite che si possono fare da Casa Fiori, quella a Baratti e Populonia è forse la più completa: archeologia vera, un golfo che da solo varrebbe il viaggio e sentieri nella macchia mediterranea. Da noi si scende verso sud lungo la costa: sono 37,7 km, circa 42 minuti, per arrivare al golfo di Baratti, e 39,9 km, circa 50 minuti, per salire a Populonia Alta, sul promontorio di Piombino.
L'unica città etrusca sul mare
Gli Etruschi la chiamavano Pupluna, e fra le loro città fu l'unico grande insediamento costruito direttamente sul mare. La sua fortuna aveva un nome preciso: il ferro. Qui arrivava l'ematite estratta all'isola d'Elba, che nei forni della città veniva lavorata fino a ottenere lingotti di ferro da commerciare in tutto il Mediterraneo. Per secoli le scorie di quella lavorazione si accumularono in quantità enormi, fino a seppellire del tutto le necropoli più antiche.
La storia ha un risvolto curioso. Nel Novecento, a partire dagli anni Venti, quelle scorie ancora ricche di metallo furono riprese e riutilizzate dall'industria: rimuovendole, gli operai riportarono alla luce le grandi tombe a tumulo sepolte sotto di esse. Un recupero che fece danni, disperdendo parte dei corredi, ma che restituì a Populonia il suo volto etrusco.
San Cerbone e la Tomba dei Carri
Il Parco archeologico di Baratti e Populonia, inaugurato nel 1998 e gestito da Parchi Val di Cornia, si estende per circa 80 ettari tra il promontorio e il golfo. La visita di solito comincia in basso, dal centro accoglienza di Podere San Cerbone, accanto al quale si apre la necropoli di San Cerbone: decine di tumuli, tombe a edicola e sarcofagi dei secoli VII e VI a.C., distesi sull'erba a pochi passi dalla spiaggia. La più famosa è la Tomba dei Carri, con un tamburo di 28 metri di diametro, uno dei tumuli più grandi mai costruiti dagli Etruschi.
Poco oltre, lungo la cosiddetta Via del Ferro, si attraversano i quartieri industriali dove si lavorava il minerale. È la parte del parco che fa capire meglio che cosa fosse davvero Populonia: non solo una città dei morti, ma un grande centro produttivo, rumoroso e fumante. Le visite guidate sono comprese nel biglietto e valgono la pena, soprattutto se viaggiate con ragazzi curiosi.
La Via delle Cave e le Grotte
Chi ama camminare non dovrebbe perdere la Via delle Cave, un sentiero nel bosco che sale tra le antiche cave di pietra fino alla necropoli delle Grotte, con tombe scavate nella roccia tra il IV e il III secolo a.C. È un percorso ombreggiato e silenzioso, molto diverso dall'ampio prato di San Cerbone: qui si ha davvero la sensazione di scoprire qualcosa, un passo dopo l'altro.
L'acropoli di Populonia Alta
La seconda parte della giornata è in alto. Il parco ha infatti due ingressi: uno a Baratti, per le necropoli, e uno a Populonia Alta, per l'acropoli, aperta al pubblico nel 2007. Sulla sommità del promontorio, dentro possenti mura, si camminano le strade lastricate che collegavano templi e edifici pubblici della città ormai romana, tra resti di santuari, una ricca casa con mosaici e le cosiddette Logge. Il sentiero è facile, e la vista sul golfo di Baratti, con il verde della pineta e l'azzurro del mare, è di quelle che restano: nelle giornate limpide si vede anche l'isola d'Elba, da cui arrivava il minerale. Dopo la visita, la spiaggia del golfo, con la pineta alle spalle, è perfetta per un bagno o per una passeggiata al tramonto.
Se volete completare il quadro, a Piombino c'è il Museo Archeologico del Territorio di Populonia, che raccoglie molti dei reperti trovati negli scavi.
Al ritorno, dopo una giornata di sole e di storia, la zona barbecue di Casa Fiori con i suoi tavoli da bistrot parigino è il posto giusto per raccontarsi quello che si è visto, all'ombra degli ulivi secolari.
Dal golfo di Baratti alla campagna di Cecina
Casa Fiori Toscana è a 42 minuti dal golfo di Baratti: sei appartamenti indipendenti con cucina, parcheggio gratuito e piscina di acqua salata con idromassaggio.