C'è un momento dell'estate in cui Volterra smette di vivere nel presente. Ogni anno, in due domeniche di agosto, la città etrusca e medievale torna al 1398: nelle piazze e nei vicoli compaiono mercanti, artigiani, musici, giocolieri, nobili e popolani, e per un giorno intero si vive come sei secoli fa. Si chiama Volterra AD 1398 ed è una delle rievocazioni più amate della Toscana: ogni domenica di festa richiama migliaia di visitatori. Da Casa Fiori ci si arriva in circa 45 minuti di auto, 39,7 km risalendo la Val di Cecina.
Una festa nata seicento anni dopo
La data nel nome non ricorda una battaglia o un evento preciso: la festa evoca un Medioevo più generale, la vita di una città in festa alla fine del Trecento. La prima edizione si tenne nel 1998, esattamente seicento anni dopo l'anno a cui si ispira. Da allora la manifestazione, promossa dal Comune di Volterra, è cresciuta grazie al lavoro del Consorzio Turistico Volterra Valdicecina, dell'associazione Volterra 2006, delle contrade cittadine e dei gruppi di rievocazione storica. Centinaia di volontari preparano per mesi costumi, spettacoli e botteghe, e si vede: la cura dei dettagli è la cosa che colpisce di più chi ci va per la prima volta.
In centro: mestieri, musici e sbandieratori
La festa si svolge in due luoghi. Il primo è il centro storico, con il suo cuore in Piazza dei Priori, dove il Palazzo dei Priori fa da quinta perfetta. Qui si incontrano le arti e i mestieri di un tempo, con artigiani al lavoro davanti al pubblico, e si susseguono gli spettacoli: balestrieri, sbandieratori, musici, giullari e danzatori riempiono le strade di colori e di suoni. Conviene muoversi senza fretta, lasciandosi guidare dai tamburi da una piazza all'altra, e fermarsi a guardare da vicino il lavoro delle mani, che è la parte più autentica di tutta la giornata.
Nel parco: il villaggio e gli accampamenti
Il secondo luogo è il Parco archeologico, il grande giardino dominato dalla mole della Fortezza Medicea. Qui prende vita la campagna medievale: un villaggio con pastori e monaci, animali domestici, accampamenti di armati, spettacoli d'armi e dimostrazioni di falconeria. C'è anche uno spazio pensato per i bambini, che di solito tornano a casa con gli occhi pieni di cavalieri e rapaci. La Fortezza, costruita nel 1474 dopo la conquista fiorentina della città e ancora oggi adibita a carcere, non si visita, ma fa da sfondo perfetto agli accampamenti: difficile immaginare una scenografia più adatta. Tra un accampamento e l'altro, all'ombra degli alberi, è il posto giusto per una pausa lontano dalla calca del centro.
Il grosso volterrano
Il dettaglio che i bambini ricordano per sempre è la moneta. Durante la festa, ogni acquisto nelle botteghe e nelle taverne, dall'artigianato al cibo, si fa soltanto con il grosso volterrano, l'antica moneta che torna in circolazione per l'occasione. Il cambio è semplice, un grosso vale un euro, e trasforma anche il gesto di comprare un bicchiere d'acqua in un piccolo gioco medievale. Tenete qualche grosso da parte: è un souvenir che non costa nulla in più.
Se è la vostra prima volta a Volterra, la festa è un modo originale per conoscerla, ma la città merita anche un ritorno con calma, in un giorno qualunque: la Porta all'Arco, il Palazzo dei Priori, il teatro romano di Vallebuona e il Museo Guarnacci li raccontiamo nell'articolo dedicato a una giornata a Volterra. Molti nostri ospiti fanno così: prima la festa, poi, qualche giorno dopo, la visita ai musei.
Il bello di tornare da una festa medievale d'agosto è ritrovare il fresco della campagna: rientrati a Casa Fiori, la piscina di acqua salata con idromassaggio, aperta H24, vi permette un tuffo anche a notte fonda, prima di dormire nel silenzio della pineta.
Una domenica nel Trecento, la notte in campagna
Dopo la festa, Casa Fiori Toscana vi aspetta nella campagna di Cecina con parcheggio gratuito, aria condizionata e piscina di acqua salata aperta H24.