Il Palazzo Comunale di Suvereto in pietra con la torre campanaria merlata, incorniciato da due palme in una piazza soleggiata
Palazzo Comunale di Suvereto — foto: Sailko · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Quando le giornate si accorciano e sulla costa l'estate è ormai un ricordo, c'è un borgo che accende i fuochi e fa festa: Suvereto. Arroccato sulle colline della Val di Cornia, è tra i Borghi più belli d'Italia, ha la Bandiera Arancione del Touring Club e fa parte della rete Cittaslow. Ogni anno, tra la fine di novembre e l'8 dicembre, festa dell'Immacolata, ospita la Sagra del Cinghiale, una delle più antiche della Toscana. Da Casa Fiori sono 45 km, circa 39 minuti di auto verso sud.

Una sagra che dura dal 1968

La prima edizione si tenne nel 1968, e da allora la sagra è diventata un appuntamento fisso per chi vive in zona e per chi viene da fuori. La organizza l'Ente Valorizzazione Suvereto, e si svolge in più giornate, concentrate nei fine settimana che precedono l'Immacolata. Il centro storico si riempie di stand espositivi, mostre e banchi degli artigiani, mentre i punti ristoro allestiti nel borgo servono il protagonista della festa, il cinghiale, preparato secondo le ricette della tradizione. Oggi la sagra ha superato le cinquanta edizioni, e il suo segreto è non essere soltanto un appuntamento gastronomico: la festa promuove anche le tradizioni del territorio, con mostre, concerti e momenti di cultura che coinvolgono tutto il paese.

Accanto al cinghiale non mancano le carni cotte sulla grande griglia, la polenta arrostita, le caldarroste e il vin brulé, che a dicembre, tra le mura di pietra, sono quasi una necessità. È anche l'occasione per assaggiare il vino e l'olio della Val di Cornia: Suvereto dà il nome a una DOCG, e le colline intorno al borgo sono coperte di vigne e di ulivi.

Il corteo storico e la Charta Libertatis

Il momento più atteso arriva l'8 dicembre, con il corteo storico che attraversa le vie del borgo medievale. Figuranti in costume, dignitari, armati e gruppi di popolani con i loro attrezzi e gli animali da cortile rievocano un fatto preciso: la concessione della Charta Libertatis, che nel 1201 il conte palatino Ildebrandino VIII Aldobrandeschi riconobbe alla comunità di Suvereto, facendone uno dei primi liberi comuni della Maremma. La tradizione del corteo è stata ripresa negli anni Settanta, e oggi è il cuore identitario della festa. Nelle varie giornate il programma si allarga poi a musica, spettacoli folkloristici, arcieri, escursioni e gare podistiche.

Il borgo da scoprire tra un assaggio e l'altro

Vale la pena staccarsi dagli stand per girare il paese. In alto domina la Rocca Aldobrandesca, da cui lo sguardo spazia sulle colline della Val di Cornia e, nelle giornate limpide, fino al profilo del mare. Scendendo si incontra il Palazzo Comunale, con la sua torre e la loggia, simbolo dell'architettura civile medievale, e più in basso la chiesa di San Giusto, del 1189, con la facciata romanica, il rosone e il portale finemente decorato. Tra un monumento e l'altro, vicoli stretti, archi e scalinate in pietra che d'inverno, con il fumo dei camini, hanno un fascino tutto particolare.

Da Casa Fiori la strada è semplice: si scende verso sud lungo la costa e poi si piega verso l'interno, nella Val di Cornia, fino al borgo. Se avete più tempo, potete abbinare la sagra a una mattina tra le necropoli di Baratti e Populonia, nella stessa zona, o a una passeggiata sulle spiagge d'inverno, quando il mare è tutto per voi: ne parliamo nell'articolo sulla Costa degli Etruschi fuori stagione.

Consiglio pratico: la giornata dell'8 dicembre è la più affollata: se volete vedere il corteo arrivate presto, e tenete presente che il centro storico si gira solo a piedi. Portate una giacca pesante, perché la sera in collina fa freddo. Date e programma cambiano ogni anno: verificateli sui canali ufficiali del Comune di Suvereto e dell'Ente Valorizzazione Suvereto.

Se avete riempito il bagagliaio di olio nuovo e vino, la cucina di ogni appartamento di Casa Fiori è pronta ad accoglierli: una cena tranquilla dopo la sagra, nella campagna di Cecina, è il modo migliore per prolungare il sapore della festa.

Dopo la sagra, una cena a casa

A Casa Fiori Toscana ogni appartamento ha la sua cucina e il parcheggio è gratuito: il posto giusto per tornare da Suvereto con olio e vino e cenare in tranquillità.